Pidocchi: come intervenire in modo sicuro ed efficace

Nonostante la prevenzione messa in atto dalle autorità sanitarie e scolastiche, i pidocchi tornano puntualmente ogni anno a diffondersi soprattutto nelle scuole, suscitando preoccupazione nei genitori che, per debellarli, ricorrono o ai cosiddetti “rimedi della nonna” oppure utilizzano farmaci pericolosi per i bambini.

Ma perché questi fastidiosi insetti invece di scomparire si continuano a ripresentare?

Abbiamo chiesto all’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas.

Perché i pidocchi sono un problema sempre più diffuso, soprattutto nell’ambiente scolastico?

“Sicuramente le principali cause vanno ricercate nell’aumentata concentrazione della popolazione nei centri urbani, nelle cattive condizioni sociali, nelle migrazioni, nelle guerre, ma soprattutto nella maggiore resistenza da parte di questi parassiti ai prodotti utilizzati per eliminarli”, spiega il professore.

La pediculosi del capo è più frequente nelle scuole e nelle colonie estive, dove ci sono maggiori possibilità di contatto tra i capelli delle persone. Il contagio avviene proprio in questo modo. Se durante vacanze estive il bambino ha contratto i pidocchi in occasione di viaggi o soggiorni in comunità, al rientro a scuola può diffondere questi parassiti nel momento in cui la sua testa sfiora quella di un compagno.

“Contrariamente a quanto si pensi”, aggiunge il professore, “non si tratta di un problema di scarsa igiene poiché, al contrario, i pidocchi prediligono le capigliature pulite”.

Perché i rimedi del passato per debellare i pidocchi si sono rivelati fallimentari?

“Durante la Seconda guerra mondiale”, spiega il professor Monti, “in caso di epidemie di pidocchi si facevano le cosiddette ‘rapate a zero’ e si utilizzava il famoso DDT, ma al giorno d’oggi questi rimedi non sono più accettati.

Anche gli interventi di disinfestazione ambientale nelle scuole si sono rivelati inutili, non solo perché la vita di questi piccoli parassiti sugli oggetti non dura più di ventiquattro ore mentre sull’uomo è più lunga, ma anche in conseguenza della maggiore resistenza che i pidocchi hanno sviluppato nei confronti degli antiparassitari.”

“Inoltre, e questa è la maggiore preoccupazione dei medici, gli antiparassitari utilizzati per i pidocchi, che sono simili a quelli usati in agricoltura, sono molto tossici per i bambini.

Poiché il trattamento con questi prodotti richiede spesso più applicazioni e tempi lunghi per essere efficace, il bambino è esposto a  pericolose intossicazioni”, conclude il professore.

La prevenzione, quindi, non funziona?

“A parte il taglio ‘a zero’ dei capelli, che non penso sia una soluzione fattibile” afferma, “alcuni accorgimenti come lavare i capelli con prodotti che dovrebbero prevenire il contagio o disinfettare oggetti e indumenti sono assolutamente inutili. Pertanto, il mio consiglio è di curarsi solo se si è stati contagiati”.

Ma allora, com’è possibile liberarsi dai pidocchi?

“Come facevano gli uomini del Seicento, che non avevano a disposizione i prodotti chimici di oggi: ‘spidocchiandosi’. Oggi si segue la ‘tecnica della pettinina e balsamo’, metodo un po’ noioso, ma semplice, efficace, non costoso e, soprattutto, privo di rischi di tossicità per i bambini. Esso consiste nel frizionare i capelli, precedentemente bagnati con acqua tiepida, con un balsamo liquido per capelli di colore bianco e seguire queste semplici istruzioni:  

  •     con una pettinina fine per pidocchi (in vendita in farmacia, nei negozi specializzati per parrucchieri oppure su internet) passare ciocca per ciocca tutti i capelli iniziando dall’attaccatura fino alla fine: in essa rimarranno imprigionati i pidocchi e qualche uovo insieme al balsamo;
  •     sciacquare la pettinina in acqua corrente dopo ogni passaggio;
  •     terminata l’operazione, risciacquare abbondantemente i capelli per eliminare le tracce di balsamo e asciugare”.

È sufficiente una sola applicazione?

“Purtroppo no”, afferma il professore. E aggiunge: “Occorrono in media dieci giorni per debellare i pidocchi e distruggere le uova, ripetendo il trattamento ogni due giorni”.

Oltre alla tecnica della pettinina, esiste una cura semplice e sicura per i pidocchi?

“Sì, ed è a base di permetrina, una sostanza attiva antiparassitaria che ha una tossicità molto bassa per l’uomo ma è micidiale per molti insetti (tra cui i pidocchi). È stata sintetizzata molti anni fa ed è simile al piretro che si utilizza nei fornelletti antizanzara. In commercio si trova in crema all’1% e basta una sola applicazione di due ore – o al massimo si ripete un’altra volta per soli dieci minuti dopo otto giorni – per essere sicuri di aver annientato tutti i pidocchi e le uova”, conclude.

 

 

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