Il soffio al cuore è un sintomo molto comune che consiste nel passaggio del sangue attraverso le valvole, facendo insorgere così un rumore particolare. Ne abbiamo parlato con gli esperti dell’Istituto Clinico Humanitas.

Che cosa si intende nello specifico con l’espressione “soffio al cuore”?

Questo cosiddetto soffio si percepisce quando il sangue, a seguito di un’alterazione del suo passaggio attraverso i vasi arteriosi, gli apparati valvolari del cuore o le comunicazioni delle pareti settali del cuore, modifica le caratteristiche del proprio flusso da laminare (silenzioso) a turbolento (rumoroso).

Quali sono le cause che lo determinano?

In passato, la causa principale era la malattia reumatica. Oggi però, con la qualità della vita migliore, questa incide di solito in modo marginale. Invece sappiamo che il fenomeno può partire, per esempio, dalla disfunzione della valvola mitrale o da alterazioni della valvola aortica.

Nel primo caso abbiamo un’alterazione del tessuto che si presenta lasso e fragile e quindi svolge un lavoro inferiore alla norma, facendo perdere alla valvola la sua funzione. Nel secondo caso, invece, le alterazioni possono determinare sia insufficienza, sia stenosi, poiché la valvola può presentare solo due cuspidi, o tre con malformazione e perde progressivamente la sua funzione.

Quando si può manifestare questo fenomeno?

Anche in giovane età ed è dovuto alla velocità dei flussi intracardiaci e vascolari. In un adulto avviene a causa di un difetto del setto interventricolare (che si presenta di solito a seguito di un infarto o di un trauma toracico). Talvolta, nel caso di un soffio cardiaco con specifiche caratteristiche di intensità, di irradiazione sul torace e di durata, possiamo trovarci davanti a una malattia cardiaca congenita.

Si può fare prevenzione?

Si tratta più che altro di prevenire la cosiddetta stenosi aortica dell’anziano, che è tra i disturbi più frequenti in età avanzata. Bisognerebbe quindi tenere sotto controllo soprattutto la pressione arteriosa sistolica elevata, il fumo, la dislipidemia, i livelli di calcemia e l’insufficienza renale.

Una donna sofferente di soffio al cuore può avere un bambino?

Di solito, quando il disturbo è lieve, la donna può tranquillamente avere figli (deve però essere seguita da un cardiologo durante la gravidanza). Se invece presenta una più grave disfunzione cardiaca, sia lei che il bambino potrebbero correre dei rischi. In particolare, se si è già affrontata una prima gravidanza a seguito della quale si sia presentata una cardiomiopatia, è consigliabile non affrontarne altre che potrebbero presentare elevati rischi.