Studenti plusdotati, perché vanno male a scuola?

Ci si aspetta che un ragazzo plusdotato, che ottiene il massimo punteggio ai test standardizzati, debba eccellere a scuola, portando a casa tutti 8 e 9, ma non è sempre così, specialmente alle superiori. Così, i genitori sono spesso sorpresi e gli insegnanti, costernati, mettendo addirittura in discussione le capacità dello studente.

Ce ne parla la dott.ssa Marcella Mauro, psicologa dell’apprendimento presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care Domodossola a Milano e specialista del centro Psico Medical Care di Humanitas.

Cosa vuol dire plusdotato?

In realtà definire la plusdotazione è un’operazione complessa in quanto non c’è una definizione univoca: ad oggi la comunità scientifica non ne ha una visione condivisa.

È diffusa la definizione psicometria secondo cui la plusdotazione è una prestazione elevata ai test di intelligenza con un QI  pari o superiore a 130.

Ma la plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche personali, genetiche e comportamentali che si possono esprimere in modi differenti ed il QI non può essere l’unico indicatore della sua presenza.

Come riconoscere un ragazzo plusdotato?

I Plusdotati mostrano un un linguaggio molto sviluppato, precoci ed avanzati processi di ragionamento, capacità di elaborazione visiva elevate, ottima memoria, ampi interessi e forte curiosità, buona empatia e tendenza alla leadership.

Quali sono i ragazzi plusdotati in Italia?

Le statistiche internazionali evidenziano che la percentuale dei soggetti con alto potenziale cognitivo (QI dal 120 al 129) è circa il 5 % della popolazione, mentre i soggetti plusdotati (QI dal 130) sono il 2,5%.

Perché le superiori sono così difficili rispetto alle medie?

Alle scuole Superiori aumenta inevitabilmente il carico di studio e le materie cambiano. Si deve stare al passo con i nuovi programmi e trovare un metodo di studio efficace: una cosa che non viene automatica ma ha bisogno di un pò di tempo.

La maggior parte degli studenti dotati che ha superato brillantemente le scuole elementari e medie si trova ad affrontare una sfida accademica inaspettata. La consapevolezza che le capacità innate non sono sufficienti può portare a un duro scontro con la realtà. Mentre alcuni ragazzi dotati sono all’altezza della sfida, altri diventano ansiosi e insicuri, dubitando completamente delle loro capacità, sentendosi quasi degli “impostori”.

Quali possono essere le cause di un basso rendimento scolastico negli studenti plusdotati?

Numerosi studi evidenziano come non vi sia una corrispondenza diretta tra il livello intellettivo e il rendimento scolastico, tratti di personalità e motivazione hanno un forte peso sulla prestazione scolastica. È giusto farsi delle domande per capire le cause:

  • Un curriculum scarso? Forse. 
  • Aspettative dei genitori troppo alte? Può darsi. 
  • Un atteggiamento pessimo e scontroso nei confronti dell’autorità? Si sa che gli studenti plusdotati sono sensibili a questo. 
  • Un modo per mascherare le proprie capacità e guadagnare popolarità? Possibile. 
  • Causa di ansia e preoccupazioni? Niente di più facile

I motivi per cui uno studente plusdotato può avere maggiori problemi a scuola sono diversi:

  • Aspetti psicologici, come la sensibilità emotiva o il perfezionismo;
  • Fattori sociali, come la pressione dei coetanei;
  • Disturbi dell’apprendimento non diagnosticati;
  • Basse aspettative da parte degli insegnanti, soprattutto per quanto riguarda gli studenti con doppia eccezionalità  (per es. Adhd e plusdotazione) o aspettative troppo alte;
  • Mancanza di interesse per il programma di studio o per un programma non stimolante e coinvolgente;
  • Un’enfasi eccessiva su errori e fallimenti

Inoltre  i ragazzi dotati a volte mancano di adeguate capacità di autoregolazione, che implicano la capacità di stabilire obiettivi, usare strategie organizzative e valutare i propri progressi.

Quando gli studenti  dotati si muovono a scuola con poco impegno, raramente sviluppano queste abilità necessarie e faticano quando si trovano ad affrontare richieste di studio più impegnative. La loro mente è più concentrata sui loro interessi, sulle loro passioni e sulle loro attività creative.

Cosa possiamo fare per aiutare uno studente plusdotato?

È essenziale capire perché lo studente non raggiunge il suo potenziale, perde interesse per la scuola e mostra una discrepanza tra capacità e rendimento.

Se i genitori, gli insegnanti e i ragazzi stessi si accordano per avere un dialogo onesto su ciò che funziona e ciò che non funziona, si vedranno i primi segnali positivi.

Il modo migliore per affrontare il problema del basso rendimento scolastico  è infatti  un approccio positivo e proattivo.

È importante che l’ambiente scolastico sia stimolante, rispettoso e coinvolgente. Quando l’apprendimento è entusiasmante e quando uno studente si sente apprezzato e accettato, molto probabilmente sentirà un certo “legame” con la scuola e investirà energia nel processo di apprendimento.

Quando è necessario rivolgersi ad uno specialista?

Lo specialista può aiutare a identificare le cause del basso rendimento; aiuta, sostiene e media la comunicazione tra famiglia e scuola; supporta lo studente nel superare le sfide emotive.

La plusdotazione può presentarsi anche in concomitanza a difficoltà di apprendimento ad altri disturbi del neurosviluppo come l’ADHD, rendendo così indispensabile il consulto di un professionista per interventi specifici.

Un  percorso di valutazione  permette un’accurata identificazione del profilo di funzionamento del bambino/ragazzo sia delle aree ad alto funzionamento sia di quelle più deboli; questo consente di progettare al meglio interventi educativi e psicologici efficaci.

Cercare una consulenza da parte di un professionista aiuta ad affrontare le strategie di coping e a gestire il peso emotivo derivante dal rendimento insufficiente.

Cosa può fare la scuola per un bambino plusdotato?

É importante da parte degli insegnanti l’identificazione precoce degli alunni plusdodati per evitare che si creino situazioni di rischio o di problematicità. Spesso accade che uno studente ad alto potenziale, non riconosciuto e quindi non adeguatamente supportato a scuola, possa andare incontro a situazioni di underachievement (ovvero basso rendimento) o di drop–out (abbandono della scuola).

Dobbiamo aiutarli a mantenere vivo il loro amore intrinseco per la conoscenza e a evitare che il basso rendimento li privi del loro potenziale.

Recenti ricerche hanno suggerito che l’impegno potrebbe essere incoraggiato facendo leva sull’immaginazione socio-emotiva, sulla creatività, sul senso dello scopo e sull’empatia. Questi ragazzi hanno bisogno di vedere un collegamento tra ciò che stanno imparando e uno scopo più grande. Molti di loro hanno una passione per la giustizia sociale e lottano per i problemi esistenziali. Sembra chiaro che devono trovare una ragione per imparare al di là dell’acquisizione di voti e riconoscimenti.

Il Miur (Ministero dell’Istruzione e del Merito) ha definito corretto considerare questi alunni con un alto potenziale intellettivo nell’ambito dei Bisogni Educativi Speciali (Direttiva del 27/12/2012). Gli studenti che manifestano doti spiccate, infatti, hanno diritto a piani di studio personalizzati per consentire loro di esprimersi al meglio,n valorizzando così gli stili individuali di apprendimento, secondo il principio di responsabilità educativa.

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