La vitamina C e il ferro, assunti tramite una corretta alimentazione e una dieta equilibrata sono indispensabili nel fisiologico sviluppo dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita.

Ne parla il dottor Maurizio Maj, pediatra in Humanitas Medical Care.

Il fabbisogno vitamina C e ferro nei piccoli

“Il fabbisogno giornaliero, in età pediatrica, del ferro è di 10-20 mg / die, mentre il fabbisogno giornaliero di vitamina C è di 40-50 mg/ die”, ha spiegato il medico.

La quota di assorbimento attraverso gli alimenti di questi fattori di crescita è soltanto di circa il 5-10 %: ecco perché la scelta della dieta “deve essere guidata da criteri che ne garantiscano un apporto adeguato” nel piccolo, ha aggiunto il pediatra.

“Generalmente, una dieta non diversificata potrebbe produrre carenze, che se protratte nel tempo determinano conseguenze nello sviluppo organico e nello stato di salute”.

Le funzioni principali del ferro sono legate alla “formazione dell’emoglobina del sangue, vettore fondamentale dell’ossigeno indispensabile per la funzione e sviluppo di  tutti i tessuti ed organi” ma riguardano anche “tutti i principali processi enzimatici vitali per l’organismo, fino alla sintesi del DNA ed alla proliferazione cellulare.

Il metabolismo e l’omeostasi del ferro nel nostro corpo costituisce quindi uno dei meccanismi più delicati e raffinati della nostra stessa esistenza”.

“Questo spiega – aggiunge Maj – come una carenza latente che tenda a perpetuarsi nel tempo comporti inesorabilmente se non riconosciuta, serie conseguenze generali”.

Il ruolo della vitamina C, poi, è fondamentale nei confronti dell’assorbimento del ferro alimentare e una sua carenza può interferirne sensibilmente l’assunzione.

Conseguenze di carenza di vitamina C e ferro

Nell’età pediatrica, dai primi mesi di vita – in particolare se il neonato non ha potuto assumere adeguatamente ferro dalla mamma (perché magari già carente) – e fino ai 6 anni di vita questa carenza di ferro e/o vitamina C può comportare lo sviluppo di sintomatologie insidiose, tra cui :

– rallentamento curva di crescita ponderale;

– infezioni respiratorie ricorrenti, broncospasmo;

– ridotte difese immunitarie;

– pallore, astenia, facile esauribilità muscolare;

– inappetenza persistente;

– irritabilità, insonnia;

– cefalea (che spesso il bambino non riferisce);

– riduzione di varie funzioni vitali e sensoriali come ad esempio il linguaggio, l’attenzione, la vivacità

“Un’attenta valutazione pediatrica prima clinica e poi dietetica costituisce quindi l’unica possibilità di evidenziare ed intercettare precocemente queste condizioni occulte, per modificare positivamente il decorso”, ha concluso il medico.