Quando sulla pelle di un bambino compaiono macchie, arrossamenti o zone desquamate, la prima reazione dei genitori è spesso la preoccupazione.
Le cause possono essere molte, dai virus alle reazioni allergiche. A volte, però, dietro queste manifestazioni c’è la presenza di miceti (comunemente detti funghi) che trovano nella cute un ambiente adatto per crescere. Le micosi sono molto diffuse in età pediatrica e possono coinvolgere parti diverse del corpo.
Ne parliamo con la dottoressa Lucia Restano Cassulini, specialista in dermatologia pediatrica presso i centri medici Humanitas Medical Care.
Cosa sono le micosi?
Le micosi cutanee sono infezioni provocate da miceti che vivono sulla superficie della pelle, delle unghie o del cuoio capelluto. Nei bambini la causa più frequente è un gruppo di microrganismi chiamati dermatofiti, comeTrichophyton, Microsporum ed Epidermophyton. Questi utilizzano la cheratina come nutrimento e, pur non penetrando negli strati profondi della pelle, possono suscitare una reazione con arrossamento, prurito e desquamazione. Esistono anche altre forme, come la candidosi, la dermatite da pannolino o la pitiriasi versicolor, che non sono causate da funghi ma da lieviti e spesso dipendono da un equilibrio alterato della flora cutanea.
Le micosi hanno nomi diversi a seconda della zona coinvolta. Ne esistono diversi tipi e, in molte forme, le alterazioni della pelle compaiono come chiazze alopeciche o lesioni rotonde in lenta espansione:
- tinea capitis: riguarda il cuoio capelluto ed è molto frequente nei più piccoli, mentre altre varianti, come quelle del piede, delle unghie o dell’inguine (tinea pedis, unguis e cruris), compaiono più spesso negli adolescenti;
- tinea corporis: quando l’infezione coinvolge volto, tronco o arti;
- tinea versicolor: dovuta alla crescita eccessiva di un lievito normalmente presente sulla pelle, provoca chiazze chiare o scure ben visibili dopo l’esposizione al sole.
Micosi: i sintomi
Le manifestazioni variano molto da caso a caso. Alcune micosi si manifestano con una lieve irritazione, mentre altre si accompagnano a prurito intenso, gonfiore o vescicole. La tinea corporis, per esempio, inizia spesso come una macchia rossa che si allarga creando un anello con bordo più acceso. Nella tinea capitis il cuoio capelluto appare arrossato e desquamante e compare una perdita di capelli nelle zone colpite. In situazioni più serie può formarsi un’area gonfia e dolente, chiamata kerion, con febbre e linfonodi ingrossati. Nel piede d’atleta la pelle tra le dita si screpola, può prudere e dare fastidio, mentre nelle onicomicosi le unghie degli arti inferiori si ispessiscono e cambiano colore. La pitiriasi versicolor, al contrario, si presenta con macchie quasi prive di prurito ma molto riconoscibili per il loro colore variabile.
Cause e fattori di rischio della micosi nei bambini
Le micosi si trasmettono attraverso il contatto diretto con persone o animali infetti, oppure con superfici contaminate. Camminare scalzi in spogliatoi, piscine o bagni comuni può facilitare il contagio, perché le cellule morte della pelle possono trattenere parti del fungo e rimanere attive per lungo tempo. Anche l’uso condiviso di pettini, spazzole, asciugamani o cappelli rappresenta un rischio, soprattutto per la tinea capitis. Un ambiente caldo e umido, una scarsa igiene, la sudorazione intensa o l’abitudine a indossare calzature molto strette favoriscono la comparsa della micosi del piede. Alcuni bambini, come quelli con difese immunitarie ridotte o con problemi nutrizionali, possono essere più esposti.
Come trattare la micosi nei bambini?
Occorre, prima del trattamento, una diagnosi di certezza mediante esame colturale o esame diretto, effettuato al microscopio. La terapia può essere lunga e prevedere anche un trattamento farmacologico per via orale. Anche quando il medico decide di iniziare una cura sulla base del quadro clinico, resta importante capire con precisione quale fungo sta causando il problema, perché in questo modo si valuta con maggiore sicurezza come impostare le tappe successive.
Il trattamento varia in base alla zona colpita e al tipo di microrganismo. Le forme che coinvolgono la pelle del corpo o l’inguine possono migliorare con l’applicazione di creme o lozioni antimicotiche da usare con costanza, lavando accuratamente le mani prima e dopo l’applicazione. A volte un solo ciclo non basta e il medico può decidere di ripetere il trattamento se le macchie tornano dopo qualche settimana.
Per la pitiriasi versicolor vengono spesso utilizzate lozioni da lasciare sulla pelle per alcune ore e non è raro dover ripetere il processo a distanza di tempo perché tende a ricomparire. Le micosi che colpiscono capelli e unghie richiedono invece medicinali per bocca da assumere per diverse settimane, accompagnati da shampoo o smalti specifici.
L’uso di rimedi casalinghi, come limone o altre sostanze irritanti, non è utile e può peggiorare la situazione, soprattutto quando la pelle è già arrossata. Se si sospetta una micosi è importante non applicare topici antimicotici alcuni giorni prima della visita, per non alterare il quadro clinico e il risultato degli esami.