Densità senologica: cos’è e perché è importante

La densità della mammella è un elemento che emerge durante la mammografia e che ha assunto un ruolo sempre più importante nello studio del seno.

La densità senologica, infatti, incide sulla possibilità di individuare eventuali alterazioni potenzialmente pericolose.

Ne parliamo con la dottoressa Carmine Fanto’, responsabile della Radiologia Senologica in Humanitas Mater Domini e specialista presso Humanitas Medical Care.

Che cos’è la densità senologica?

La densità senologica o mammaria indica il rapporto tra tessuto fibroghiandolare e tessuto adiposo all’interno della mammella. Questo parametro viene osservato durante la mammografia, sia attraverso una lettura visiva sia con strumenti che permettono misurazioni più precise.

Il tessuto fibroghiandolare appare più chiaro nelle immagini radiografiche rispetto al tessuto adiposo, perché assorbe una quantità maggiore di radiazioni. Questa caratteristica può rendere meno immediata l’identificazione di eventuali lesioni, che possono confondersi con le aree più dense.

Come si valuta la densità senologica?

La valutazione può seguire due approcci principali, che spesso vengono utilizzati in modo complementare.

Da un lato vi è la valutazione visiva, basata sull’interpretazione delle immagini mammografiche da parte del radiologo. Questo metodo tiene conto soprattutto della possibilità che il tessuto più denso possa nascondere eventuali lesioni. Rimane però legato all’esperienza dello specialista e può variare tra osservatori diversi o anche nello stesso osservatore in momenti differenti.

Dall’altro lato si sono sviluppati sistemi quantitativi automatizzati, che analizzano le immagini e calcolano in modo oggettivo la quantità di tessuto denso.

Per uniformare la valutazione, il sistema BI-RADS (classificazione ACR –BI RADS american college of radiology- breast imaging reporting and data system) ha definito quattro categorie che descrivono la densità della mammella. Questa classificazione riguarda sia la quantità complessiva di tessuto denso, sia la sua distribuzione: dalla mammella quasi interamente adiposa a quella estremamente densa.

Le aree più compatte assumono particolare importanza, perché possono influenzare la capacità di individuare eventuali tumori.

Densità senologica e prevenzione del tumore mammario

La densità senologica è fondamentale nello screening del tumore al seno perché influisce direttamente sia sulla capacità di individuare eventuali lesioni sia sulla valutazione del rischio individuale.

Da un lato, una mammella con alta componente fibroghiandolare può rendere più complessa la lettura della mammografia. Le aree dense appaiono simili per aspetto a molte lesioni e questo può limitarne la visibilità, con la possibilità che alcune formazioni non vengano riconosciute durante i controlli. Questo spiega perché nelle donne con seno denso vi è una maggiore frequenza di tumori diagnosticati tra un esame e il successivo, i cosiddetti tumori intervallo.

Dall’altro lato, la densità mammaria non incide solo sulla qualità dell’immagine, ma è anche collegata a una probabilità più elevata di sviluppare tumori al seno. A questo si associa anche una maggiore incidenza di lesioni ad alto rischio e di alterazioni benigne.

L’attenzione verso questo parametro ha portato allo sviluppo di percorsi di prevenzione più personalizzati, con l’integrazione di metodiche aggiuntive nei casi di seno denso. L’obiettivo è migliorare la capacità diagnostica e aumentare le possibilità di individuare precocemente eventuali tumori.

Intelligenza artificiale e studio della densità senologica

Nei centri medici Humanitas di Arese, Lainate e Varese, i mammografi sono potenziati da software dotati di Intelligenza Artificiale, supportando i radiologi senologi e i tecnici di radiologia nella verifica in tempo reale della qualità delle immagini mammografiche durante l’acquisizione e di valutare la densità mammaria, oggi riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del tumore al seno. In questo modo, rende possibile individuare lesioni mammarie anche nei casi di più complessa lettura degli esami, favorendo diagnosi sempre più tempestive.  

L’intelligenza artificiale, infatti, ha aperto nuove possibilità nello studio della densità mammaria, soprattutto grazie all’impiego di modelli basati su reti neurali addestrate su grandi quantità di immagini.

Questi sistemi hanno mostrato una buona concordanza con le valutazioni degli specialisti, in particolare nel distinguere tra seno denso e non denso.

È però importante ricordare che queste tecnologie sono in fase di apprendimento, grazie all’esperienza clinica: “imparano” da dati e immagini di alta qualità e quantità, trovando la loro massima efficacia all’interno di Breast Unit certificate e reti cliniche strutturate, come Humanitas, dove competenze ed esperienza fanno davvero la differenza.

Radiodiagnostica
Dottoressa Carmine Fanto’
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