I calcoli tonsillari, chiamati anche tonsilloliti, sono delle formazioni di colore biancastro che si notano aprendo la bocca nella zona della gola e delle tonsille.
Le tonsille sono rivestite dalla mucosa che riveste l’interno della bocca ma hanno una conformazione irregolare con piccole ‘cripte’ in cui si potrebbero accumulare batteri, residui di cibo e di muco, che una volta calcificati formano proprio i tonsilloliti.
La loro presenza provoca una sensazione di fastidio in gola e molto spesso anche alito cattivo. Quali sono le cause e come trattarli?
Ne parliamo con la dottoressa Marta Frigo, otorinolaringoiatra in Humanitas Medical Care.
Calcoli tonsillari: le cause
In generale tutte le condizioni che determinano un’alterazione locale del normale pH o della flora batterica del cavo orale e orofaringea possono potenzialmente determinare dei tonsilloliti.
Tra le possibili cause ci sono:
- conformazione fisica delle tonsille (tonsille criptiche)
- faringotonsilliti recidivanti
- reflusso gastroesofageo
- igiene orale poco accurata
- uso di alcuni farmaci, per esempio antibiotici o cortisonici per via inalatoria.
Quali sono i sintomi dei calcoli tonsillari?
Quando i calcoli tonsillari sono molto piccoli sono asintomatici. In alcuni casi, invece, ingrossandosi troppo, provocano un fastidio in gola riferito come “un boccone che non si riesce a deglutire”. Questa formazione estranea, inoltre, è molto spesso causa di alitosi, condizione che, se prolungata, incide sulla vita quotidiana creando imbarazzi e disagi.
Calcoli tonsillari: come si curano?
Nella maggior parte dei casi, quando si hanno tonsilloliti di piccole dimensioni, la guarigione è spontanea, senza ricorso a particolari terapie.
Se invece il singolo calcolo crea una sintomatologia più invadente, come il dolore alla deglutizione o addirittura un dolore diffuso fino all’orecchio, può essere necessario intervenire con un rimozione chirurgica, che consiste in una piccola incisione e rimozione del tonsillolita.
In alcuni casi selezionati è possibile considerare la criptolisi con coblator o laser per la riduzione del tessuto tonsillare. I vantaggi di queste tecniche, rispetto all’intervento di tonsillectomia, sono l’esecuzione in regime ambulatoriale in anestesia locale, la riduzione delle complicanze perioperatorie, come il sanguinamento, il dolore e il recupero funzionale post operatorio.
Nei casi associati a faringotonsilliti recidivanti può essere considerata la tonsillectomia.
È possibile prevenire i calcoli tonsillari?
La prevenzione è possibile e varia in base alla causa della presenza del calcolo tonsillare. Sarà indicata, caso per caso, dal medico. Tra le soluzioni possibili:
- ripristino di un’adeguata igiene orale
- immunomodulazione per evitare tonsilliti recidivanti
- ceppi probiotici per riequilibrare la flora batterica orofaringea
- utilizzo di farmaci ad azione anti-reflusso
- detersione delle cavità delle tonsille per evitare la formazione di calcoli.
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Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026
Data online: Agosto 2020