A cosa serve la fisiokinesiterapia?

La fisiokinesiterapia indica una serie di trattamenti (manuali o strumentali) che consentono al paziente, debilitato in seguito ad un trauma, un intervento chirurgico o una determinata patologia, un recupero muscolare, articolare o anche funzionale volto al miglioramento dell’autonomia e della qualità di vita del paziente stesso. Ma come funziona esattamente?

Ce ne parla il dottor Patricio Spallarossa, fisioterapista presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care di Monza, Humanitas Medica Care Arese e Humanitas Mater Domini.

Quando è utile la fisiokinesiterapia?

Ritengo quasi più utile precisare che la “fisiokinesiterapia”, la “Fisioterapia”, la “riabilitazione” rappresentano sinonimi per indicare una Professione Sanitaria Non Medica, che ha come scopo il miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso il movimento e che agisce sia quando sono presenti patologie che alterano il movimento del paziente ma anche prima, come azione preventiva per evitare infortuni o dolori dovuti a cattive abitudini e cattiva igiene del movimento.

La fisiokinesiterapia può essere utile in diversi casi, come per:

·    patologie ortopediche: scoliosi, distorsioni, artrosi, lesioni muscolari, fratture, lesioni del tendine, infiammazioni, lussazioni, colpi di frusta, dolori cervicali, ma anche dopo immobilità prolungata a seguito di chirurgia ortopedica;

·    patologie neurologiche: sclerosi multipla, ictus, patologie neuro-muscolari, paralisi cerebrali e altre patologie neurologiche che danneggiano la capacità di movimento;

·    patologie reumatologiche: spondiliti anchilosanti, artriti reumatoidi.

Inoltre, questo trattamento è utile per lo scioglimento della tensione muscolare provocata dallo stress, perché migliora la circolazione sanguigna e aiuta il metabolismo, con benefici anche sull’apparato respiratorio.

In che cosa consiste la fisiokinesiterapia?

È un intervento sanitario sia preventivo che terapeutico, concordato tra specialista e paziente all’interno di un Piano riabilitativo Individuale (PRI), realizzato ad hoc per il recupero del paziente.

Come ormai la medicina attuale e contemporanea insegna, l’intervento parte con una raccolta anamnestica dei dati del paziente attraverso un colloquio, mirato a comprendere la natura dei problemi (dolori, limitazioni al movimento articolare), a comprendere quanto queste limitazioni stanno alterando la funzione del paziente stesso, a condividere i bisogni e condividere le motivazioni stesse al trattamento.

a seguire una valutazione, attraverso scale, test fisici e motori o anche strumentali porta a definire lo stato di partenza dell’intervento riabilitativo e quali saranno gli obiettivi da raggiungere e in quanto gli stessi potranno essere soddisfatti.

Una volta definiti gli obiettivi e i risultati attesi e desiderabili, la fisioterapia si compone di diverse sedute, dove si alternano tecniche e interventi passivi, tecniche terapeutiche manuale ed esercizio terapeutico attivo.

Può quindi essere eseguita in modo attivo, quindi con una partecipazione diretta del paziente; passivo, dove sarà il fisioterapista, tramite particolari esercizi e tecniche, a lavorare sul paziente; attivo assistito, dove paziente e fisioterapista lavorano sinergicamente; o avvalersi di terapie fisiche quali onde d’urto, ultrasuoni, elettroterapia, ionoforesi, laserterapia, tecarterapia, radarterapia, magnetoterapia, ecc.

Quanto dura una seduta di fisiokinesiterapia?

Le sedute possono durare da 30 a 60 minuti (a seconda del singolo caso), con una frequenza di 1-2 volte a settimana; in casi specifici si può arrivare a 3 accessi settimanali ambulatoriali, ma si valuta l’eccezionalità con il Fisioterapista stesso.

Dopo quanto si vedono i risultati della fisiokinesiterapia?

dipende dalla condizione di partenza del paziente, dalla motivazione e dalla gravità della disabilità da superare; in condizioni dolorose e di limitazione articolare ci si possono aspettare i primi risultati anche dopo poche sedute, mentre in condizioni neurologiche croniche la Riabilitazione diventa una terapia continua a supporto del movimento del paziente.

Esistono alternative terapeutiche alla fisiokinesiterapia?

il mondo che sta “dietro le quinte” della Fisioterapia è talmente vasto e talmente pieno di tecniche, tecnologie, metodi, esercizi, tecniche manuali, approcci diversi che si può tranquillamente definire la fisioterapia come un mondo “olistico” nella sua accezione greca più profonda, ovvero che si occupa della persona nella sua totale interezza.

È pressoché impossibile quindi trovare una “alternativa” alla fisioterapia; nell’intervento riabilitativo invece possiamo trovare talmente tante alternative tecniche, metodiche o di approccio che è parimenti impossibile non adattarsi al bisogno del paziente.

Possono sottoporsi tutti alla fisiokinesiterapia?

Assolutamente sì, senza limite di età o di patologia, o di condizione dolorosa.

Negli ultimi 10/15 anni si sono differenziate moltissime specialità e sfaccettature della fisioterapia.

Pensiamo alla branca pediatrica o anche a quella neonatale, a quella sportiva ma anche a quella oncologica e – ultima ma in rapidissima ascesa – a quella dermatofunzionale.

Che differenza c’è tra fisiokinesiterapia e fisioterapia?

Come dicevo prima, la differenza è solamente lessicale, e non operativa. 

Fisioterapista
Dr. Patricio Spallarossa

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