Dolore muscolo-scheletrico: il trattamento senza manipolazione diretta

In presenza di un dolore alla schiena, al collo o alle articolazioni è normale pensare che la soluzione debba arrivare dall’area interessata e si potrebbero considerare necessari un massaggio, una manipolazione o un trattamento locale. Tuttavia, specialmente quando il dolore persiste, non occorre sempre agire direttamente sui muscoli o sulle articolazioni per vedere un miglioramento. Oggi sappiamo infatti che il dolore cronico è un fenomeno complesso, che coinvolge non solo i tessuti ma anche il sistema nervoso e il modo in cui il corpo interpreta gli stimoli.

Ne parliamo con il dottor Matteo Terragni Pennacchioli, fisioterapista presso i centri medici Humanitas Medical Care.

Dolore muscolo-scheletrico cronico: che cos’è

Si parla di dolore cronico quando il sintomo dura più di tre mesi. In queste situazioni, il dolore può continuare anche quando i tessuti non mostrano segni evidenti di danno: questo avviene perché il sistema nervoso può diventare più reattivo. Segnali che normalmente non causerebbero dolore possono essere percepiti come dolorosi e il corpo rimane in uno stato di allerta continua.

Perché non sempre serve intervenire dove fa male

In caso di dolore persistente, il problema non riguarda solo l’area dolorante, ma anche come il dolore viene percepito e gestito dal corpo. Per questo motivo, trattare solo l’area sintomatica non è sempre sufficiente.

Un approccio più moderno si propone di:

  • ridurre l’ipersensibilità
  • migliorare il controllo del movimento
  • aiutare la persona a muoversi con maggiore serenità.

Come trattare il dolore senza manipolazioni dirette

Movimento ed esercizio

Il movimento è fondamentale nel trattamento del dolore cronico. Esercizi mirati e progressivi migliorano la funzione e riducono la paura del movimento, che spesso accompagna il dolore persistente.

Muoversi in modo guidato permette al corpo di reimparare che il movimento non è pericoloso.

Sovraccarico graduale

Esporre il corpo a uno sforzo controllato e graduale aumenta la tolleranza al carico e riduce la sensibilità al dolore. Nel dolore cronico, provare fastidio durante un’attività non significa necessariamente peggiorare la condizione.

Rieducazione tattile e propriocettiva

In alcune persone, il dolore altera la percezione del corpo e del movimento. Lavorare sulla sensibilità, sull’equilibrio e sulla coordinazione migliora la consapevolezza corporea, rendendo i movimenti più fluidi e sicuri.

Il paziente al centro del percorso

In questo tipo di trattamento, il paziente gioca un ruolo attivo. Partecipare al percorso riabilitativo e comprendere meglio il proprio dolore spesso aiuta a ridurre paura e tensione, favorendo un miglioramento più duraturo.

Il dolore muscolo-scheletrico cronico dunque non è solo un problema meccanico e in molti casi può essere affrontato efficacemente anche senza manipolazioni dirette. Un percorso che si fondi su movimento, esercizio ed educazione al dolore consente di migliorare la funzione e la qualità di vita, aiutando la persona a tornare alle proprie attività quotidiane con maggiore fiducia.

Fisioterapia
Dottor Matteo Terragni
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