L’estate e la bella stagione portano con sé spensieratezza e leggerezza, ma attenzione se si parla di salute!

Alle volte può capitare che non vi siano sintomi rilevanti, ma qualora invece si noti anche una minima variazione della salute dell’apparato genitale, è utile un confronto con il proprio medico, ginecologo, urologo od ostetrica.

Per diagnosticare eventuali patologie, bastano infatti pochi minuti ed un tampone per sapere con certezza quale sia la causa di quel bruciore o fastidio intimo.

Nelle settimane precedenti, abbiamo chiarito l’utilizzo di tampone vaginale e uretrale. Ora è il momento di approfondire con l’ostetrica Samantha Galimberti di Humanitas Medical Care Arese l’utilità del tampone cervicale.

  

Cos’è il tampone cervicale?

“Il tampone cervicale è un esame che ha lo scopo di ricercare la presenza di microorganismi responsabili di infezioni della cervice uterina (collo dell’utero), ossia la porzione inferiore di utero che sporge in vagina”, spiega l’ostetrica.

La differenza tra il tampone vaginale e cervicale è che il secondo coinvolge anche il collo dell’utero (cervice uterina).

 

Quando è consigliato un tampone cervicale?

Le malattie sessualmente trasmissibili sono spesso senza sintomi, ma se non curate possono compromettere la salute. Un tampone cervicale è il miglior modo per verificare la presenza di microorganismi come gonococchi (Neisseria gonorrhoeae), Chlamydia trachomatis e Micoplasmi, che se trascurati possono evolvere in problematiche più serie dell’apparato genitale.

 

Come si esegue il tampone cervicale?

Si esegue attraverso la raccolta di cellule e secrezioni cervicali che verranno  “strisciate” su vetrino,  disseminate in contenitori appositi e inviate in laboratorio analisi.

L’esame ha la durata di pochi minuti e viene preceduto da un’intervista per la raccolta dell’anamnesi.

La raccolta del campione può essere fastidiosa ma non dolorosa, si esegue con l’utilizzo dello speculum, un dispositivo che permette di allargare le pareti vaginali per visualizzare la cervice, e di tamponcini ovattati e cytobrush per prelevare i campioni.

“Prima di eseguire l’esame, è necessario non utilizzare lavande vaginali interne nelle 24 ore precedenti il tampone, non utilizzare creme vaginali e sospendere l’assunzione di qualsiasi terapia antibiotica almeno 7 giorni prima”, conclude l’ostetrica Galimberti.