Insufficienza renale: sintomi e cause

L’insufficienza renale è una patologia a carico dei reni, che ne compromette la funzionalità. 

La principale funzione dei reni è quella di filtrare il sangue e di favorire l’espulsione dei liquidi in eccesso e le scorie del metabolismo attraverso le urine.

Quando entrambi i reni non svolgono il loro lavoro si parla di insufficienza renale, che può essere di vari gradi: lieve, moderata o severa, con conseguente accumulo di sostanze nocive e di liquidi che modificano l’omeostasi/equilibrio dell’intero organismo. Se i reni non lavorano come dovrebbero, infatti, l’accumulo di sostanze di scarto nel sangue e gli squilibri nei liquidi influiscono sull’intero organismo.

Si distinguono l’insufficienza renale acuta, quasi sempre reversibile – quando la perdita di funzionalità renale avviene rapidamente (giorni o settimane), e l’insufficienza renale cronica a più lenta progressione (mesi e anni) con danno permanente (cronico appunto).

Quali sono i sintomi dell’insufficienza renale acuta e quali le cause? Ne parliamo con la dottoressa Adriana Aroldi, nefrologa presso Humanitas Medical Care.

Che cos’è l’insufficienza renale acuta?

Si parla di insufficienza renale acuta quando i reni smettono di funzionare correttamente in modo improvviso, nel giro di ore o pochi giorni. 

I reni hanno il compito di mantenere stabile il volume di liquidi, regolare i livelli di elettroliti e rimuovere le sostanze di scarto tramite la produzione di urina. Quando questa funzione viene meno, le tossine si accumulano nel sangue e danneggiano organi e tessuti. L’insufficienza renale acuta si distingue dalla forma cronica per la rapidità con cui insorge e per la possibilità, in molti, ma non in tutti i casi, di un recupero completo della funzione renale.

Quali tipi di insufficienza renale acuta esistono?

Le cause dell’insufficienza renale acuta vengono classificate in tre categorie principali:

Cause pre-renali, le più comuni, sono quelle dovute a una riduzione del flusso di sangue ai reni:

  • perdita di liquidi, la più frequente: emorragia severa, vomito protratto, diarrea massiva, iperglicemia persistente, ustioni estese, febbre alta protratta senza adeguata idratazione;
  • riduzione della gettata cardiaca: insufficienza/scompenso cardiaco, infarto; 
  • cause legate a un’alterazione della perfusione renale: insufficienza epatica con ascite, shock anafilattico, sepsi;
  • assunzione di alcuni farmaci/sostanze che possono diventare nefrotossici: FANS, altri farmaci se usati in modo non adeguato, come mezzi di contrasto iodati (soprattutto in pazienti a rischio o in presenza di altre condizioni predisponenti), alcuni antibiotici, litio, veleni (quello di alcune vipere, altri come metanolo, glicole etilenico), alcuni funghi (come Amanita Phalloides) e infine sostanze come eroina, cocaina, anfetamine.

Cause renali, che determinano un danno diretto ai reni. Ne sono un esempio alcune patologie come:

  • pielonefrite (infiammazione/infezione renale)
  • glomerulonefriti primitive (Berger, membranosa, membranoproliferativa) 
  • patologie sistemiche che interessando anche i reni causano glomerulonefriti (lupus eritematoso sistemico, vasculite, sclerodermia, artrite reumatoide, sindrome di Sjögren e Goodpasture, crioglobulinemia, porpora di Schönlein-Henoch, la sindrome emolitico-uremica, il mieloma multiplo)
  • severe infezioni
  • importanti depositi di colesterolo nelle arterie renali con ridotto flusso di sangue nelle arterie stesse.

Cause post-renali, le meno frequenti, che determinano un impedimento al fisiologico flusso urinario:

  • alcuni tumori localizzati nella pelvi (prostata, utero, metastasi linfonodali)
  • calcoli renali ostruenti entrambi gli ureteri
  • alcuni disturbi neurologici (vescica neurologica, sclerosi multipla e Parkinson in fase avanzata).

Insufficienza renale: sintomi

I sintomi dell’insufficienza renale acuta compaiono rapidamente a causa dell’accumulo di liquidi, elettroliti e scorie nel sangue, ma in alcuni casi in fase iniziale la malattia può essere asintomatica.

Tra i sintomi troviamo:

Sintomi urinari

  • diminuzione nella produzione di urina
  • presenza di sangue nelle urine o urina di colore rosso o marrone.

Accumulo di liquidi

  • gonfiore (edemi), specie ai piedi e alle gambe, aumento di peso, edema alle palpebre (occhi gonfi)
  • ipertensione.

Accumulo di tossine

  • nausea, inappetenza, vomito, alito “urinoso”
  • affanno, stanchezza, sonnolenza diurna, fino allo stato confusionale
  • prurito, pelle secca
  • dolore toracico, senso di oppressione al petto.

Disturbi inerenti

  • potassio alto: formicolii, debolezza muscolare, aritmie cardiache
  • calcio basso: crampi fino alla tetania. 

Insufficienza renale acuta: gli esami per la diagnosi

La diagnosi di insufficienza renale acuta si effettua con un prelievo di sangue che dosa:

  • creatinina e urea: valutano la compromissione della funzione renale
  • acido urico: elevati livelli possono essere spia di un malfunzionamento renale
  • elettroliti quali potassio, calcio, sodio
  • esame delle urine: per valutare la presenza di sangue o di proteine. 

A seguito della diagnosi di insufficienza renale acuta, lo specialista nefrologo deve iniziare ulteriori approfondimenti per valutare le condizioni dei reni e delle vie urinarie, come ecografia, TAC, risonanza magnetica ed eventuale biopsia renale se sospetta una malattia primitiva a carico solo dei reni.

Come curare l’insufficienza renale acuta?

Il trattamento dell’insufficienza renale acuta varia in base alla causa scatenante e alla gravità della compromissione. Il primo obiettivo è correggere il fattore che ha innescato la disfunzione renale e ristabilire l’equilibrio dei liquidi e degli elettroliti. In caso di disidratazione, la somministrazione di fluidi per via endovenosa può ristabilire la perfusione renale. In presenza di squilibri elettrolitici, è necessario un monitoraggio accurato e un eventuale intervento farmacologico. 

Il trattamento può richiedere l’interruzione di farmaci potenzialmente tossici per i reni o l’utilizzo di terapie specifiche per infezioni o ostruzioni urinarie. Nei casi più gravi soprattutto in presenza di complicanze come accumulo di liquidi, alterazioni elettrolitiche importanti o accumulo di scorie non controllabile con la terapia medica, può essere necessario ricorrere temporaneamente alla dialisi per rimuovere le scorie accumulate e sostenere la funzione renale fino alla ripresa della diuresi. 

Il recupero completo è possibile, soprattutto se la diagnosi è rapida e la terapia viene iniziata subito. Un follow-up permetterà di monitorare l’evoluzione e prevenire o individuare precocemente eventuali complicanze a lungo termine.

Dottoressa Adriana Aroldi
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