Prevenire infarto e ictus: i sintomi da non sottovalutare

Infarto e ictus rappresentano due tra le principali cause di mortalità al mondo. Sebbene in molti casi possano manifestarsi improvvisamente, spesso sono il risultato di un processo lento e progressivo che si sviluppa nel corso degli anni.

Tuttavia, molti eventi cardiovascolari possono essere prevenuti intervenendo sui fattori di rischio. Adottare uno stile di vita sano e controllare periodicamente il proprio stato di salute, consente di ridurre la probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare, indipendentemente dall’età.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Simona Bruno, specialista in Humanitas Medical Care.

I principali fattori di rischio cardiovascolare

Le malattie cardiovascolari sono il risultato dell’interazione tra fattori non modificabili, come età, sesso e familiarità, e fattori sui quali è possibile intervenire attraverso la prevenzione.

Tra i principali fattori di rischio troviamo:

  • ipertensione arteriosa;
  • colesterolo elevato, in particolare aumento del colesterolo LDL;
  • diabete mellito;
  • sovrappeso e obesità;
  • fumo di sigaretta;
  • sedentarietà;
  • alimentazione ricca di grassi saturi, zuccheri e sale;
  • consumo eccessivo di alcol;
  • stress cronico.

Queste condizioni possono essere presenti già in giovane età e, se non controllate, favorire nel tempo lo sviluppo di patologie come l’aterosclerosi, ovvero il progressivo restringimento delle arterie, principale causa alla base di infarto e ictus.

Per questo motivo, la prevenzione cardiovascolare dovrebbe iniziare precocemente, già tra i 20 e i 40 anni, attraverso controlli regolari e l’adozione di abitudini corrette, senza attendere la comparsa dei primi sintomi.

Infarto e ictus: i sintomi da non sottovalutare

Riconoscere tempestivamente i segnali di un infarto o di un ictus è fondamentale perché consente un intervento rapido, riducendo così il danno al muscolo cardiaco.

I sintomi più comuni dell’infarto comprendono:

  • dolore o senso di oppressione al centro del torace, che può irradiarsi a braccio sinistro, spalle, collo, mandibola o schiena;
  • difficoltà respiratoria;
  • sudorazione fredda;
  • nausea o vomito;
  • debolezza improvvisa o sensazione di svenimento.

L’ictus, invece, può manifestarsi con:

  • improvvisa difficoltà nel parlare o comprendere le parole;
  • perdita di forza o sensibilità a un braccio, una gamba o a un lato del viso;
  • deviazione della rima della bocca;
  • alterazioni della vista;
  • perdita dell’equilibrio o difficoltà nel camminare;
  • forte mal di testa improvviso, soprattutto se associato agli altri sintomi.

In presenza di questi segnali è fondamentale non sottovalutare il quadro clinico e richiedere assistenza medica immediata, senza attendere che i sintomi si risolvano spontaneamente.

Prevenzione secondaria: cos’è

Dopo un infarto, un ictus o in presenza di una malattia cardiovascolare già diagnosticata, il rischio di sviluppare nuovi eventi aumenta.

In questi casi entra in gioco la prevenzione secondaria, che ha l’obiettivo di ridurre il rischio di recidive e complicanze attraverso un percorso personalizzato che comprende controlli specialistici, monitoraggio dei fattori di rischio, terapie mirate.

L’importanza di uno stile di vita corretto

La prevenzione cardiovascolare passa innanzitutto dalle scelte quotidiane.

Uno stile di vita sano contribuisce a ridurre l’insorgenza dei principali fattori di rischio e aiuta a preservare la salute del cuore e dei vasi sanguigni in ogni fase della vita.

Adottare uno stile di vita corretto significa:

  • praticare regolarmente attività fisica, compatibilmente con la propria condizione clinica;
  • seguire un’alimentazione equilibrata, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e limitando sale, zuccheri e grassi saturi;
  • non fumare ed evitare l’esposizione al fumo passivo;
  • mantenere un peso corporeo adeguato;
  • controllare periodicamente pressione arteriosa, colesterolo e glicemia;
  • limitare il consumo di alcol;
  • gestire lo stress e favorire un sonno regolare.

Queste abitudini sono importanti a ogni età: nei giovani aiutano a prevenire l’accumulo dei fattori di rischio, negli adulti contribuiscono al loro controllo, mentre nelle persone più anziane o con patologie già presenti riducono il rischio di complicanze.

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