I tumori della pelle più comuni sono il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e il melanoma. Di questi, il melanoma è il più pericoloso, in quanto, se non diagnosticato precocemente, può diffondersi ad altri organi. Per questo motivo la sorveglianza attiva del paziente, unita alla visita specialistica dermatologica periodica, rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione. Ciò significa che il paziente dovrebbe autocontrollarsi periodicamente ed eventualmente anticipare la visita specialistica annuale, nel caso osservi modifiche della cute visibili a occhio nudo.
Il carcinoma basocellulare e il carcinoma spinocellulare sono più frequenti: il primo origina dalle cellule basali della pelle, mentre il secondo dalle cellule squamose che si trovano negli strati più superficiali.
Generalmente queste lesioni possono essere rimosse chirurgicamente in ambulatorio.
Nel 2024, in Italia, sono state stimate circa 12.941 diagnosi di tumori della pelle, incluso il melanoma (I numeri del cancro in Italia 2025).
Come prevenire i tumori della pelle? Ne parliamo con il dottor Gabriele Scarabelli, dermatologo presso i centri medici Humanitas Medical Care.
Tumori della pelle: i fattori di rischio
Le persone esposte al sole per molti anni, soprattutto per motivi professionali o per stile di vita, come sportivi, agricoltori, pescatori, marinai, hanno un rischio più alto di sviluppare carcinomi cutanei, compreso il melanoma.
Le scottature solari, anche avvenute durante l’infanzia, possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore cutaneo. Il tumore, però, può comparire anche in zone poco esposte ai raggi UV. In alcuni casi entrano in gioco anche fattori genetici.
Tutti dovrebbero far controllare la propria pelle almeno una volta all’anno, ma alcune persone dovrebbero farlo con maggiore frequenza:
- chi ha la pelle molto chiara
- chi sviluppa facilmente efelidi
- chi si scotta con facilità
- chi ha avuto molte scottature durante l’infanzia o l’adolescenza
- chi ha molti nei
- chi ha un sistema immunitario compromesso, come chi ha subito un trapianto.
Anche chi ha avuto più melanomi nel corso della vita, chi ha almeno tre familiari con melanoma o tumore del pancreas, o chi è nato con un neo di dimensioni superiori a 20 centimetri dovrebbe monitorare con maggiore attenzione la propria pelle.
Quando più casi si verificano all’interno della stessa famiglia, può esserci una predisposizione genetica. Il gene CDKN2A è quello più spesso coinvolto nella forma familiare del melanoma, anche se altri geni sono stati individuati negli ultimi anni.
I segnali da non sottovalutare
Le persone che non presentano particolari fattori di rischio per il tumore della pelle dovrebbero comunque controllare periodicamente la propria cute, da sole o con l’aiuto di qualcuno. L’autoesame va effettuato in un ambiente ben illuminato, e, se necessario, ci si può aiutare con uno specchio per osservare anche le zone meno visibili, come schiena, cuoio capelluto e la parte posteriore delle gambe.
È importante segnalare al medico la comparsa di qualsiasi nuova lesione che non scompare nel tempo, come piccoli rilievi, noduli o ulcere, soprattutto nelle aree più esposte al sole.
Per individuare precocemente un possibile melanoma si fa riferimento alla regola dell’ABCDE, che aiuta a riconoscere le caratteristiche sospette di un neo o di una macchia comparsa di recente:
- Asimmetria: una metà della lesione appare diversa dall’altra
- Bordi: contorni irregolari, frastagliati o poco definiti
- Colore: tonalità molto scura o disomogenea, con variazioni nella stessa macchia
- Diametro: dimensioni superiori a circa 6 millimetri
- Evoluzione: cambiamenti nel tempo di forma, colore, dimensione o superficie.
Altri segnali da non trascurare sono:
- sanguinamento spontaneo
- arrossamento intorno al neo
- prurito
- bruciore
- modifiche della superficie, ad esempio da liscia a ruvida.
Tumori della pelle: gli esami per la diagnosi
Lo specialista esegue generalmente una visita dermatologica associata a dermatoscopia o epiluminescenza, un esame non invasivo che permette di osservare in dettaglio la lesione cutanea mediante uno strumento chiamato dermatoscopio. Grazie a una fonte luminosa e a un sistema di ingrandimento, lo specialista analizza le strutture interne della lesione e identifica eventuali caratteristiche sospette.
Se vi è il sospetto che la lesione nasconda un tumore, il dermatologo opta abitualmente per una biopsia escissionale, che prevede la rimozione completa della lesione insieme a un piccolo margine (2-3 mm) di tessuto sano circostante. Il campione viene poi analizzato in laboratorio tramite esame istologico. Se il risultato è positivo, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico ambulatoriale di allargamento dei margini della precedente asportazione.
Creme solari: perché sono fondamentali nella prevenzione?
L’esposizione ai raggi ultravioletti provoca un danno che non si limita all’arrossamento momentaneo. Le scottature sono il segnale visibile di un’aggressione alla pelle che può avere effetti anche a distanza di anni.
Ma il problema non riguarda solo chi si scotta facilmente: anche senza arrossamenti, stare al sole a lungo accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta la probabilità di sviluppare altri tumori della pelle, come il carcinoma basocellulare o quello spinocellulare.
Le radiazioni ultraviolette agiscono in modo diverso: alcune sono responsabili soprattutto delle scottature, altre penetrano più in profondità e contribuiscono al deterioramento dei tessuti e ai danni cellulari.
Una corretta protezione solare riduce questo impatto e limita sia le conseguenze immediate sia quelle che possono emergere nel tempo.
Come scegliere la protezione più adatta?
La scelta dipende prima di tutto dalle caratteristiche individuali della pelle. Non conta solo il colore di occhi e capelli: ciò che fa la differenza è la capacità della cute di tollerare il sole. Le carnagioni molto chiare tendono a reagire più facilmente con arrossamenti e devono adottare precauzioni maggiori; quelle più scure hanno una protezione naturale maggiore, ma non sono immuni dai danni.
Un buon punto di partenza è orientarsi su un fattore di protezione 50 ed è importante assicurarsi che il prodotto difenda sia dalle radiazioni responsabili delle scottature sia da quelle che contribuiscono all’invecchiamento e ai danni più profondi (UVA e UVB).