Quando si parla di malattie cardiovascolari si tende spesso a pensare a condizioni legate all’avanzare dell’età. In realtà, il processo che porta allo sviluppo di patologie come infarto e ictus è lento e progressivo e può iniziare molto prima della comparsa dei sintomi.
La salute del cuore non è quindi legata solo all’età, ma si costruisce nel tempo, attraverso una combinazione di fattori genetici, condizioni metaboliche e abitudini quotidiane. Molti di questi elementi sono modificabili e, se intercettati precocemente, permettono di ridurre il rischio cardiovascolare. Per questo motivo la prevenzione non riguarda soltanto l’età adulta o avanzata, ma inizia già tra i 20 e i 30 anni.
Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Simona Bruno, specialista di Humanitas Medical Care.
Le malattie cardiovascolari non sono solo un problema dell’età avanzata
Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morbosità e mortalità nella popolazione adulta. Tuttavia, i meccanismi che ne sono alla base si sviluppano gradualmente nel tempo.
Un esempio è l’aterosclerosi, un processo che può iniziare precocemente senza dare sintomi evidenti. In questa fase iniziale possono già essere presenti alterazioni di alcuni parametri fondamentali come pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, anche in persone che si percepiscono in buona salute.
I fattori di rischio tra i 20 e i 45 anni
Tra i 20 e i 45 anni il rischio di eventi cardiovascolari acuti è generalmente basso, ma è proprio in questa fase della vita che si consolidano abitudini e condizioni che possono influenzare il rischio futuro.
Tra i principali fattori di rischio si includono:
- ipertensione arteriosa, anche non diagnosticata;
- alterazioni del colesterolo e dei trigliceridi;
- sovrappeso e obesità, in particolare a livello addominale;
- diabete o alterazioni del metabolismo degli zuccheri;
- familiarità per malattie cardiovascolari in età precoce;
- sedentarietà;
- fumo di sigaretta;
- stress prolungato;
- alimentazione squilibrata.
La presenza contemporanea di più fattori di rischio contribuisce ad aumentare progressivamente il rischio cardiovascolare complessivo, anche in assenza di sintomi.
Sedentarietà, fumo, stress e alimentazione: il ruolo dello stile di vita
Tra i fattori su cui è possibile intervenire, lo stile di vita rappresenta uno degli elementi più importanti per la prevenzione cardiovascolare.
La sedentarietà favorisce l’aumento del peso corporeo e può contribuire allo sviluppo di ipertensione, alterazioni del profilo lipidico e ridotta sensibilità all’insulina. Al contrario, un’attività fisica regolare aiuta a mantenere il cuore più efficiente e a controllare i principali parametri metabolici.
Il fumo di sigaretta è uno dei principali fattori di rischio evitabili: danneggia i vasi sanguigni e accelera i processi che portano all’aterosclerosi, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari.
Anche lo stress prolungato può avere un impatto significativo, influenzando pressione arteriosa, qualità del sonno e abitudini alimentari.
Infine, un’alimentazione ricca di grassi saturi, sale e zuccheri semplici può favorire l’aumento di colesterolo, pressione e peso corporeo. Una dieta equilibrata, basata su frutta, verdura, cereali integrali, legumi e pesce, rappresenta invece un fattore protettivo per la salute del cuore.
I controlli utili per la salute del cuore
Non esiste un’età precisa in cui iniziare a occuparsi della salute cardiovascolare. In presenza di fattori di rischio o familiarità, è utile effettuare controlli periodici del proprio stato di salute, partendo dal medico di medicina generale, che può indirizzare verso eventuali approfondimenti specialistici.
Tra i principali valori da monitorare rientrano:
- pressione arteriosa;
- peso corporeo e circonferenza addominale;
- profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi);
- glicemia.
Sulla base della valutazione clinica, può essere indicata una visita cardiologica ed eventuali esami di approfondimento, come elettrocardiogramma, ecocardiogramma o altri accertamenti mirati.
Quando rivolgersi al cardiologo
La visita cardiologica è indicata non solo in presenza di patologie note, ma può essere utile per inquadrare in modo più preciso il proprio rischio cardiovascolare.
È consigliabile rivolgersi allo specialista in caso di:
- familiarità per malattie cardiovascolari precoci;
- presenza di più fattori di rischio associati;
- sintomi come dolore toracico, palpitazioni, affanno o ridotta tolleranza allo sforzo;
- episodi di capogiro o sincope;
- necessità di valutazione prima dell’inizio o ripresa di attività sportiva intensa.
La valutazione cardiologica permette di personalizzare il percorso di prevenzione e, quando necessario, impostare un follow-up mirato.

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