Come funziona la psicoterapia: dai bambini, agli anziani

Il sostegno psicologico può essere individuale o di coppia e ha lo scopo di aiutare chiunque ne senta il bisogno: dai bambini, agli adolescenti, agli adulti, fino agli anziani. Compito dello psicologo è infatti quello di seguire percorsi e approcci differenti – come nel caso dei più piccoli in cui potrebbero essere coinvolti anche i genitori – per aiutare il proprio paziente in ogni fase della sua vita. In che modo?

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Ilaria Cipriani, psicoterapeuta del centro Psico Medical Care.

Chi è e cosa fa lo psicologo per bambini?

Lo psicologo per bambini ha il compito di “valutare e trattare problematiche emotive e comportamentali, difficoltà incontrate nelle relazioni con i pari e con il mondo della scuola, analizzando e trattando – con la formazione specifica – disturbi specifici dell’apprendimento”, come afferma la dott.ssa Cipriani. 

Lo psicologo per bambini supporta i più piccoli anche in situazioni particolarmente stressanti, cercando con loro le migliori strategie per risolvere il disagio provato. Lo psicologo dell’età evolutiva (questa è la definizione corretta dello psicologo dei bambini) lavora anche – soprattutto – con le famiglie: il coinvolgimento dei genitori è infatti fondamentale, specie nei bambini più piccoli, perché sono loro i primi terapeuti. “Ed è per questa ragione che la presa in carico non è mai soltanto del piccolo ma anche e soprattutto delle persone che costituiscono il suo contesto di vita”, conclude la psicoterapeuta.

Chi è e cosa fa lo psicologo per ragazzi?

Lo psicologo dell’età evolutiva si occupa dei ragazzi entro i 18 anni, quindi gli ambiti e le competenze dello psicologo per ragazzi sono le stesse di quello per bambini: valuta le problematiche comportamentali ed emotive; le difficoltà a relazionarsi con i coetanei e con il mondo della scuola, i disturbi dell’apprendimento e le situazioni particolarmente stressanti.

Quando un adolescente ha bisogno di uno psicologo? 

L’adolescenza è un periodo molto delicato per tanti ragazzi che talvolta manifestano difficoltà e sofferenze che non si erano mai verificate prima per molte ragioni o che, pur essendoci, non avevano suscitato particolare preoccupazione, o attenzione. Rivolgersi a uno psicologo può essere utile nei casi in cui l’adolescente prova sofferenza per lungo tempo, o semplicemente, avverte il bisogno di parlare di determinato disagio.

I ragazzi possono sperimentare crisi anche importanti caratterizzate da angoscia, ansia, impulsività, agiti e condotte rischiose, ma anche estremo ritiro e isolamento. Inoltre, come in tutte le fasce d’età, possono presentarsi eventi di vita altamente stressanti che impattano sull’equilibrio emotivo e che possono richiede un supporto psicologico”, conclude la dott.ssa Cipriani. 

Come dire ai propri genitori che si vuole andare da uno psicologo?

Prima di parlarne con i propri genitori, è importante non far scambiare questa richiesta come un’accusa o un attacco: “potrebbe essere utile”, spiega la psicoterapeuta, “fare questa richiesta in un momento di tranquillità al di fuori di tensioni legate a difficoltà o incombenze della vita quotidiana”. Naturalmente la reazione dipenderà molto dal rapporto che si ha con i propri genitori e da loro stessi: talvolta sono loro per primi a temere di essere giudicati o ritenuti responsabili della sofferenza emotiva nei loro figli. “Si può spiegare loro che si sente la necessità di confrontarsi con una persona esperta ed esterna alla famiglia relativamente a sé e al rapporto con il proprio mondo, le relazioni con gli amici, compagni e insegnanti, le emozioni e il modo di reagire a ciò che accade”, consiglia la dott.ssa Cipriani. 

Come dire al proprio compagno/a che si vuole andare da uno psicologo?

A differenza di bambini e ragazzi, una persona adulta non ha bisogno del consenso del partner per parlare con uno psicologo. Questo può rappresentare un vantaggio nel prendersi del tempo e riflettere su quando, come e cosa dire”, afferma la dottoressa. È importante, nel momento in cui si sente che è arrivato il momento, far capire che andare da uno psicologo è un’esigenza, una necessità. 

Quando un anziano ha bisogno di una visita psicologica?

Per le persone anziane la figura dello psicologo può essere estremamente importante nell’affrontare i numerosi cambiamenti che si sono verificati e che verificano di continuo: l’interrompersi dell’attività lavorativa, nuove nascite che ingrandiscono la famiglia, malattie e lutti che colpiscono chi gli vive accanto; il proprio stato di salute. Restare soli. Momenti che possono portare stress e destabilizzazione emotiva ed avere un impatto sugli equilibri che fino a quel momento avevano garantito un certo tipo di vita. “Lo psicologo esperto nel lavoro con l’anziano può fornire un supporto anche ai familiari della persona con demenza o decadimento cognitivo”, conclude la dottoressa. 

Quando una coppia deve rivolgersi a uno psicologo?

Una coppia dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo quando c’è un malessere – dalla parte di uno o di entrambi i partner – che non si riesce a risolvere. “Solitamente le cause di malessere all’interno della coppia possono riguardare cambiamenti di vita dovuti a eventi esterni che incidono sull’equilibrio della coppia stessa come la nascita di un bambino, una malattia, la perdita del lavoro; oppure sono cause legate a fattori definiti “interni” perché fanno riferimento non tanto a ciò che accade all’esterno, alla vita della coppia nel mondo ma alle credenze, ai valori, abitudini di vita apprese nel contesto familiare di appartenenza e riproposte nel nuovo nucleo senza averle condivise e “rielaborate” insieme come nuova coppia e nuova famiglia”, afferma la dott.ssa Cipriani. Grazie all’aiuto di un professionista è possibile cercare nuovi equilibri e nuove modalità per affrontare i problemi all’interno della coppia. L’obiettivo della terapia di coppia è proprio quello di fornire uno spazio di ascolto, di riflessione e rielaborazione che ha l’obiettivo di accompagnare verso una risoluzione.

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