Prevenzione e diagnosi precoce: cosa sono e perché sono importanti

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non coincide semplicemente con l’assenza di malattia. Questa definizione, formulata nel 1948 e ancora oggi attuale, evidenzia come la salute sia una condizione complessa che coinvolge diversi aspetti della vita della persona.

L’OMS riconosce inoltre la salute come un diritto fondamentale di ogni essere umano e sottolinea l’importanza dell’accesso alle conoscenze mediche, della partecipazione attiva dei cittadini e dell’impegno delle istituzioni nella promozione e nella tutela del benessere collettivo. In questa prospettiva, prevenzione e diagnosi precoce diventano strumenti imprescindibili per proteggere la salute individuale e pubblica.

Ne parliamo con il dottor Marco Parodi, specialista in Medicina Interna presso Humanitas Medical Care.

Cosa significa fare prevenzione e perché è importante?

Fare prevenzione significa adottare comportamenti, interventi e strategie finalizzati a ridurre il rischio di sviluppare malattie e a mantenere il miglior stato di salute possibile nel corso della vita. La prevenzione agisce prima che una patologia si manifesti e interviene sui fattori di rischio che possono favorirne l’insorgenza.

Tra le principali misure raccomandate dall’OMS ci sono:

  • astensione dal fumo e dai prodotti a base di nicotina
  • limitazione del consumo di alcol
  • mantenimento di un’alimentazione equilibrata
  • pratica regolare di attività fisica
  • controllo del peso corporeo
  • riduzione dell’eccessivo consumo di sale.

Cosa significa diagnosi precoce?

La diagnosi precoce consiste nell’identificare una malattia nelle sue fasi iniziali, spesso prima della comparsa dei sintomi o quando le manifestazioni cliniche sono ancora minime. L’obiettivo è intervenire tempestivamente, così da poter aumentare le possibilità di trattamento e migliorare la prognosi.

Uno dei principali vantaggi della diagnosi precoce è l’aumento delle probabilità di successo terapeutico: prima una patologia viene individuata, più è probabile affrontarla con interventi terapeutici minimi o poco invasivi. È il caso dell’ambito oncologico, dove la diagnosi precoce aumenta le percentuali di guarigione e di sopravvivenza.

La diagnosi precoce permette anche di rallentare o impedire la progressione della malattia e di prevenire complicanze potenzialmente gravi. Patologie come diabete, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari possono essere trattate prima che provochino danni irreversibili agli organi o eventi acuti come infarto e ictus.

Ancora, la diagnosi precoce migliora la qualità della vita. Intervenire precocemente consente spesso di preservare più a lungo l’autonomia della persona, ridurre l’impatto delle cure e mantenere le normali attività di tutti i giorni.

Gli screening in Italia

Gli screening sono programmi organizzati di sanità pubblica rivolti a persone sane, con l’obiettivo di individuare una malattia o una lesione precancerosa prima della comparsa dei sintomi.

A differenza degli esami diagnostici prescritti in caso di un sospetto clinico, gli screening vengono offerti a specifiche fasce della popolazione considerate a maggior rischio per una determinata patologia. I test utilizzati non hanno una funzione diagnostica definitiva, ma permettono di identificare le persone che potrebbero avere bisogno di ulteriori approfondimenti.

In Italia sono attualmente attivi tre programmi nazionali di screening oncologico gratuiti.

  • Lo screening per il tumore della mammella è rivolto alla popolazione femminile tra i 50 e i 69 anni e prevede l’esecuzione della mammografia ogni due anni. L’esame consente di individuare lesioni molto piccole, spesso non ancora percepibili alla palpazione.
  • Lo screening per il tumore del collo dell’utero è rivolto alla popolazione femminile tra i 25 e i 64 anni. A seconda dell’età e delle indicazioni regionali, viene effettuato mediante Pap test o test HPV. Questi esami consentono di individuare tumori in fase iniziale e lesioni precancerose che possono essere trattate prima della loro evoluzione.
  • Lo screening per il tumore del colon-retto è rivolto a maschi e femmine tra i 50 e i 69 anni e si basa principalmente sulla ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni. In caso di positività, il percorso prosegue con esami di approfondimento, come la colonscopia.

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Dottor Marco Bandino Curzio Parodi
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