Chirurgia refrattiva con laser a eccimeri

Che cos’è la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?

La chirurgia refrattiva con laser a eccimeri è una tecnica chirurgica che consente di correggere i difetti visivi – miopia, ipermetropia, astigmatismo – mediante il cambiamento di curvatura della superficie corneale, la prima e più potente lente dell’occhio. La capacità del laser di rimuovere parti microscopiche di tessuto corneale con estrema precisione viene sfruttata per “rimodellare” la curvatura corneale. In questo modo si può creare in maniera sicura ed efficace una nuova curvatura sulla cornea che elimini o riduca difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, liberando quindi il paziente dalla necessità di indossare occhiali o lenti a contatto.

Come funziona la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?

Grazie all’energia termica generata dal laser, è possibile indurre una “evaporazione” mirata e calibrata del tessuto corneale senza danneggiare i tessuti circostanti. L’asportazione avviene con straordinaria precisione, non raggiungibile dalla mano umana, nell’ordine di pochi microns (millesimo di millimetro) per ogni colpo emesso. Il laser a eccimeri consente quindi di rimuovere parti microscopiche del tessuto corneale, modificandone la curvatura nella zona più rilevante per la visione (zona ottica).

L’evoluzione più avanzata di questa chirurgia è rappresentata dai trattamenti personalizzati, ovvero dal rimodellamento della cornea mediante laser a eccimeri che tiene conto delle caratteristiche individuali della cornea, elimina quelle sfavorevoli e permette una qualità visiva migliore rispetto ai precedenti trattamenti standardizzati, cioè uguali per tutti.

Il laser impiegato in Humanitas gode di un sistema di tracking avanzato che controlla i movimenti involontari dell’occhio, li monitora oltre a mille volte al secondo e li compensa durante il trattamento con spostamenti adeguati del raggio laser. In questo modo l’intervento può svolgersi rapidamente e in sicurezza. Lo spessore corneale viene controllato in modo continuo grazie a un sistema di OCT – tomografia ottica a radiazione coerente – che consente di verificare l’avanzamento corretto della procedura e di ottenere immagini dell’occhio ad alta risoluzione, pari a 1 micron, per tutta la durata dell’intervento.

Quali sono i vantaggi della chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?

La chirurgia refrattiva mediante laser a eccimeri è un trattamento molto preciso e oggi può essere considerata una tecnica efficace e sicura, perché – dopo accurata valutazione dell’idoneità del paziente – l’intervento elimina o riduce in maniera importante i difetti visivi.

Questi risultati si ottengono quando gli interventi vengono eseguiti da chirurghi con una preparazione specifica e in centri altamente specializzati. È importante che l’équipe sia composta da professionisti esperti, in grado di effettuare una valutazione approfondita e una selezione accurata del paziente, escludendo i casi non idonei.

Va inoltre considerato che ogni intervento di chirurgia refrattiva, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, agisce esclusivamente sui difetti di refrazione e non modifica altre malattie oculari che possono essere associate al difetto visivo. Un paziente miope con alterazioni retiniche che compromettono parte della funzione visiva non può aspettarsi che questo problema venga risolto da un intervento di chirurgia refrattiva, né l’operazione può rappresentare un trattamento preventivo per eventuali complicanze retiniche future.

Chirurgia personalizzata

Tutti gli occhi presentano aberrazioni ottiche o imperfezioni. Alcune, come la miopia, ipermetropia e astigmatismo possono essere corrette tramite lenti. Queste vengono definite aberrazioni ottiche di basso ordine.

Vi sono però anche altre aberrazioni ottiche, definite aberrazioni di alto ordine, che non riescono a essere corrette con le normali lenti correttive e sono causa di imperfezioni dell’immagine percepita. Le aberrazioni ottiche possono essere misurate con uno specifico strumento chiamato aberrometro.

Fino a tempi recenti, gli interventi di chirurgia refrattiva standard trattavano solo le aberrazioni ottiche di basso ordine (miopia, ipermetropia e astigmatismo), non tenendo in alcun conto delle altre imperfezioni dell’occhio. Trattando nel medesimo modo tutti gli occhi con un difetto visivo simile, non si teneva conto del fatto che due occhi con simile difetto – ad esempio, con tre diottrie di miopia – possono in realtà avere forme corneali completamente diverse tra loro. Tali differenze spesso causano aberrazioni ottiche di alto ordine. Di conseguenza, la qualità dell’immagine retinica ottenuta tramite un trattamento standard – che resta comunque molto buona – è ancora passibile di miglioramento eliminando anche le aberrazioni di alto ordine.

Oggi – grazie al trattamento customizzato – è possibile valutare e trattare anche tutte le imperfezioni ottiche, rimodellando con il laser la cornea in modo personalizzato per ogni paziente.

Agendo sulle aberrazioni ottiche di basso ordine e riducendo o eliminando quelle di alto ordine, si ottiene un ulteriore miglioramento della qualità dell’immagine retinica dopo l’intervento, con un risultato visivo di grande qualità.

Chirurgia refrattiva con laser a eccimeri: gli esami prima dell’intervento

Gli esami diagnostici necessari per accedere all’intervento vengono prescritti in base alla storia clinica e alle caratteristiche oculari del paziente. Il percorso diagnostico viene quindi modulato sulla base dei risultati dei singoli accertamenti. Questo approccio permette di evitare esiti inattesi che potrebbero sconsigliare l’operazione quando è già programmata, contribuendo a ottenere un risultato migliore. Si tratta di esami non dolorosi e non invasivi:

  • Topografia corneale: mappatura della curvatura della cornea per individuare eventuali irregolarità e valutare se il difetto di rifrazione origina all’interno dell’occhio o sulla superficie.
  • Tomografia corneale: analisi delle strutture oculari e corneali tramite scansione, per una valutazione tridimensionale dettagliata.
  • Pupillometria: valutazione dei movimenti pupillari e del diametro assunto di giorno e di notte, utile per definire l’area da trattare.
  • Conta endoteliale: analisi dello stato dell’endotelio corneale, lo strato più profondo della cornea.
  • Tonometria: misurazione della pressione intraoculare.
  • Pachimetria corneale: misurazione dello spessore della cornea.
  • OCT: esame laser di cornea e retina mediante un fascio laser invisibile a infrarossi, privo di radiazioni nocive, con una risoluzione di 1 micron e senza contatto.
  • Misurazione della vista: eseguita dopo gli esami precedenti, sia in condizioni normali sia dopo dilatazione pupillare con collirio.
  • Esame ortottico-strabologico: valutazione del coordinamento dei due occhi, sia in presenza di differenze di difetto sia in caso di possibile strabismo. 

La chirurgia refrattiva con laser a eccimeri è pericolosa o dolorosa?

L’intervento stesso è indolore, ma talvolta il paziente riporta un leggero fastidio dovuto al divaricatore palpebrale. Durante alcune fasi dell’intervento è possibile che la visione risulti temporaneamente offuscata: questo è un aspetto del tutto normale e non deve indurre alcuna preoccupazione. La cooperazione del paziente, che deve osservare le indicazioni impartite dal chirurgo sia prima che durante l’intervento, è indispensabile per il raggiungimento di un ottimale risultato.

Quali pazienti possono effettuare la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?

La scelta della tecnica non avviene in maniera arbitraria ma si basa invece su un accurato studio delle caratteristiche dell’occhio (diottrie, curvatura e spessore corneale, aberrazioni ottiche) e del paziente. Non tutte le tecniche sono adatte a tutte le persone ed esistono specifici casi in cui alcune di queste tecniche non sono applicabili. È il caso di persone con ambliopia (occhio pigro), per le quali è improbabile che l’intervento possa garantire un miglioramento dell’acuità visiva. In tutti gli altri casi, la selezione dell’intervento più opportuno viene svolta in maniera personalizzata al fine di ottenere il maggior beneficio con il minor rischio operatorio.

Non tutti i pazienti sono operabili con questo tipo di chirurgia, motivo per cui è importante una corretta selezione del paziente, che avviene durante la visita pre-operatoria che deve essere il più completa ed accurata possibile. In Humanitas, una struttura di ricerca tesa alla massima qualità di cura, le scelte chirurgiche per i pazienti che richiedono chirurgia refrattiva sono sempre quelle volte a offrire la massima qualità visiva per il massimo numero di anni.

Il difetto refrattivo deve essere stabile da almeno un anno e l’età minima per accedere all’intervento coincide con il raggiungimento della maggiore età.

Il laser a eccimeri rimodella la cornea per correggere il difetto visivo con un risultato stabile nel tempo, anche se nel corso della vita possono comparire variazioni della vista non legate all’intervento.

Sono previste norme di preparazione all’intervento?

Prima dell’intervento si richiede di sospendere l’utilizzo delle lenti a contatto almeno nei 10 giorni precedenti, per consentire una valutazione delle caratteristiche oculari il più possibile fedele. Eventuali terapie oftalmologiche e non (pillola anticoncezionale, terapie ormonali) devono essere comunicate e concordate con l’oculista.

Prima del trattamento è possibile mangiare e bere normalmente. È importante presentarsi senza make-up ed evitare profumi e dopobarba, poiché i vapori alcolici possono interferire con il raggio laser.

Importante: è bene arrivare accompagnati, poiché dopo il trattamento non è possibile guidare: la lacrimazione e la sensibilità alla luce renderebbero la guida pericolosa.

È inoltre necessario portare con sé tutti gli esami preliminari già eseguiti.

Di norma l’intervento viene eseguito su entrambi gli occhi nella stessa seduta. In casi particolari il chirurgo può decidere di operare gli occhi in due momenti diversi.

Tutte le tecniche vengono eseguite in ambulatorio con anestesia topica tramite colliri.

Cosa succede dopo l’intervento?

Al termine della procedura viene prescritta una terapia a base di compresse e colliri. Fin dal giorno dell’intervento il paziente è tenuto a praticare con estrema scrupolosità le medicazioni prescritte nelle modalità indicate.

Nei primi quattro o cinque giorni successivi vengono effettuati controlli postoperatori, indispensabili per valutare l’andamento dell’intervento; questi controlli sono assolutamente necessari al fine di valutare l’andamento dell’intervento. La mancata osservanza della terapia postoperatoria e delle scadenze dei controlli specialistici può influenzare negativamente il risultato finale ed essere causa di complicanze.

Dopo l’intervento occorre osservare almeno tre giorni di riposo, evitare la lettura, la televisione e avendo cura di dormire almeno 10-12 ore per notte, per accelerare il processo di guarigione. È preferibile evitare qualsiasi massaggio o strofinio oculare.

La correzione dei difetti visivi non è immediatamente percepita, ma diventa evidente con il passare dei giorni. Anche il cervello necessita di tempo per adattarsi alle nuove immagini inviate dall’occhio, motivo per cui il paziente può avvertire una maggiore sonnolenza.

È necessario evitare la guida finché il recupero non è completo, così come saune e ambienti con vapore o acqua calda che possono irritare gli occhi.

Nei mesi successivi all’intervento è opportuno indossare occhiali da sole e proteggere gli occhi dall’acqua di mare e di piscina utilizzando appositi occhiali.

Ultimo aggiornamento: Giugno 2026
Data online: Marzo 2017

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