Infarto silente: i sintomi e le cause

L’infarto miocardico acuto si verifica quando una delle arterie che portano il sangue al cuore si ostruisce, interrompendo il flusso sanguigno e privando il muscolo cardiaco di ossigeno e sostanze nutritive. 

Si parla di infarto silente quando i sintomi sono assenti o così leggeri da passare inosservati. Il paziente potrebbe non sentire nulla e scoprire di aver avuto un infarto solo dopo settimane o mesi, durante controlli per altri motivi. 

Come riconoscere un infarto silente e quali sono le cause? Ne parliamo con il dottor Mauro Gitto, cardiologo presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e i centri medici Humanitas Medical Care.

Infarto silente: le cause

Le cause di un infarto silente sono le stesse di qualsiasi infarto: la formazione di una placca di colesterolo nelle arterie coronarie, che può rompersi e provocare la formazione di un coagulo che blocca il flusso sanguigno. 

Sono ritenuti fattori di rischio:

  • Età
  • Diabete
  • Sovrappeso
  • Familiarità per infarti o ictus
  • Pressione alta
  • Colesterolo alto
  • Mancanza di esercizio fisico regolare
  • Precedente infarto
  • Fumo. 

Alcuni fattori rendono più probabile il non accorgersi dei sintomi: il diabete e la malattia renale cronica, per esempio, possono danneggiare i nervi che trasmettono il dolore. Inoltre, alcune persone hanno una soglia del dolore più alta, o interpretano i segnali del corpo in modo sbagliato, magari scambiandoli per un problema di digestione. 

Quali sono i sintomi dell’infarto silente?

L’infarto silente è spesso asintomatico o presenta sintomi così leggeri da passare inosservati.

In alcuni casi i pazienti avvertono delle sensazioni vaghe, spesso ricondotte a stanchezza, debolezza, stiramento muscolare o indigestione. In alcuni casi compaiono nausea o sudorazione, ma senza la classica pressione o dolore al petto. 

Le persone di sesso femminile e quelle anziane tendono a manifestare sintomi più sfumati e spesso riferiscono malessere generale, senso di spossatezza o dolori diffusi.

Quali possono essere le complicazioni di un infarto silente?

Un attacco cardiaco silenzioso può danneggiare in modo permanente il muscolo cardiaco, anche se chi lo ha avuto non se ne accorge subito. 

Tra le complicazioni più comuni ci sono l’insufficienza cardiaca (quadro clinico in cui il cuore non riesce più a pompare sangue a sufficienza per garantire un’adeguata perfusione degli organi periferici) e le patologie delle valvole cardiache. In rari casi più gravi, possono verificarsi complicanze come la rottura della parete cardiaca e la morte cardiaca improvvisa.

Infarto silente: gli esami per la diagnosi

La diagnosi arriva spesso a posteriori, quando il danno è già avvenuto.

Molte persone scoprono di aver avuto un infarto silenzioso dopo accertamenti fatti per altri motivi.

Oltre a visita specialistica cardiologica ed esami del sangue, gli esami utili possono essere:

  • elettrocardiogramma (ECG), che mostra alterazioni nel ritmo cardiaco
  • ecocardiogramma, per osservare eventuali aree del muscolo danneggiate.

In alcuni casi, il cardiologo potrebbe richiedere altri approfondimenti come:

Si può prevenire un infarto?

Conoscere i propri fattori di rischio come pressione alta, colesterolo elevato, diabete, fumo o familiarità per malattie cardiache è importante.

Controllare regolarmente la pressione e i valori del sangue, mantenere un peso sano, fare attività fisica regolare e ascoltare i segnali del corpo – rivolgendosi al medico in caso di anomalie – sono passi fondamentali nella prevenzione e nella salute cardiovascolare.

A partire dai 55 anni nell’uomo e dopo la menopausa nelle donne, è raccomandato effettuare dei controlli cardiologici periodici. In molti casi, una diagnosi precoce e un corretto controllo dei fattori di rischio possono ridurre in modo significativo la probabilità di eventi cardiovascolari anche gravi.

Dottor Mauro Gitto

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026
Data online: Luglio 2022

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Visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG)

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